Il caldo estivo non sta solo spingendo gli italiani verso una pinta fresca: sta cambiando il modo in cui si vive la birra. Secondo l’analisi del Consorzio Birra Italiana, diffusa insieme a Coldiretti, le temperature record stanno alimentando un doppio fenomeno: l’aumento dei consumi di birra artigianale e la crescita del birraturismo, un turismo esperienziale che porta appassionati e curiosi direttamente nei luoghi dove la birra nasce.
Un trend che trova la sua celebrazione nell’edizione 2026 di Luppoleti Aperti, il grande evento nazionale che domenica 26 luglio aprirà le porte dei luppoleti italiani con picnic all’ombra delle piante, raccolta dei coni e visite guidate. Un’occasione per scoprire da vicino la filiera agricola della birra e le aziende che stanno trasformando questa bevanda in una vera destinazione turistica.
Luppoleti Aperti: le aziende coinvolte
- Luppolajo
- Mastri Birrai Umbri
- Luppolovers – Luppolo Made in Italy
- Az. Agr. Palazzo Cavalieri
- Birra Baladin
- Birra Salento
- Birrificio Serro Croce
- Birrificio Oltremondo
- Az. Agr. Lucchi – Italian Hops Company
- Valle del Masero
Un calendario che conferma quanto il birraturismo stia diventando un tassello importante per la promozione del territorio e delle produzioni agricole italiane.
Birra artigianale: qualità, filiera e scelte consapevoli
A trainare il fenomeno sono le birre artigianali non pastorizzate e non microfiltrate, realizzate con ingredienti particolari e spesso legate a una filiera agricola locale. Prodotti naturali, distintivi, che intercettano un pubblico sempre più attento alla qualità: i giovani, in particolare, preferiscono degustare meno ma meglio.
Non sorprende quindi che due boccali su tre siano riempiti con produzioni nazionali. Il Consorzio Birra Italiana, nato con il supporto di Coldiretti, rappresenta proprio il meglio della produzione artigianale della penisola e promuove birre 100% italiane come Bionda Sarda, Libeera e Kidda, dotate di QR code per scoprire aziende e attività di accoglienza.
Birraturismo verso la TTG di Rimini e le Strade della Birra
Il progetto punta ora a un salto di qualità: alla fiera TTG di Rimini verrà presentato un percorso dedicato agli operatori turistici, mentre il Consorzio sta lavorando alla creazione delle Strade della Birra, itinerari regionali pensati per valorizzare birrifici agricoli, luppoleti e agriturismi.
Un’idea sostenuta anche da Terranostra, che vede nel connubio tra birra e ospitalità contadina una miscela vincente per il turismo rurale italiano.
Un patrimonio culturale da tutelare
Il 28 aprile è stato depositato un disegno di legge che riconosce la birra e le sue coltivazioni come patrimonio culturale italiano. Un passo importante per tutelare le materie prime che rendono unica la produzione nazionale: dai grani antichi come Biancolilla, Timilia, Senatore Cappelli, Russello, alle varietà di luppolo che donano profumi floreali, erbacei o tropicali a seconda del territorio.
A questo si aggiunge la ricchezza degli ingredienti locali utilizzati dai birrifici: carrube, scorze di mandarino di Ciaculli, limone di Sorrento, fichi del Cilento, mirto, Pompia sarda, castagne, canapa e molte altre eccellenze a km zero.
Una filiera che cresce
La filiera della birra artigianale italiana conta 1.163 attività produttive, con circa 93.000 addetti dal campo alla tavola. I consumi hanno superato i 36 litri pro capite, per un totale di 2,1 miliardi di litri e un valore complessivo di 9 miliardi di euro.
Accanto ai birrifici crescono anche nuove figure professionali, come il degustatore professionale di birra, esperto di stili, tecniche di assaggio e abbinamenti gastronomici.